| Renzo Piano parla del terremoto che ha
sconvolto l' Abruzzo «in diretta» da San Francisco, la città del Big One
(ma anche la città che, devastata nel 1906 da un sisma violentissimo,
venne ricostruita ex novo in soli nove anni). Quello dell' architetto
del Beaubourg e della futura London Bridge Tower (in viaggio da Frisco
verso Los Angeles, altra città sismica, dove sta completando il Los
Angeles Country Museum) sembra, d' altra parte, il destino di un
progettista che ha dovuto fare spesso i conti con i terremoti: «Durante
i lavori per la costruzione dell' aeroporto di Osaka, durati 38 mesi, -
dice - ci furono almeno 30 terremoti, alcuni dei quali superiori al
quinto grado Richter». Ma chiarisce: «Nessun intoppo. Nemmeno per il
terremoto che nel 1995 distrusse Kobe: ha "solo" fatto oscillare il mio
aeroporto (costruito sull' acqua ndr) di 50 centimetri e non si è
praticamente rotto un vetro. Perché la flessibilità nelle strutture
sismiche è essenziale al pari della leggerezza».
Architetto, che fare adesso con le città distrutte? «Vanno
ricostruite o restaurate dove sono: non ha alcun senso fare altrimenti.
Anche se ci vorrà tempo. Anzi, oserei dire che per evitare errori è
assolutamente necessario prendere tempo, lasciar cadere la polvere,
elaborare il lutto».
Mattoni o cemento armato? «Meglio il legno. Che è un materiale
leggero, flessibile, riciclabile, rinnovabile, sicuro. Si tagliano gli
alberi per costruire quelle case. Si lavora, insomma, sulla natura.
Meglio dimenticarsi quel cemento armato che rende tutto meno elastico e
più vulnerabile»
Che consiglio darebbe al premier Berlusconi sulla ricostruzione?
«Lasci perdere gli aumenti di cubatura. Non faccia aggiungere protesi,
sopralzi appiccicati qua e là, che non faranno altro che peggiorare
condizioni di stabilità già precarie». E poi? «Promuova un progetto di
messa in sicurezza degli edifici già esistenti. Rilanci l' edilizia per
"fare meglio" e non per "fare di più". Faccia applicare le regole.
Faccia eseguire più controlli perché, in Italia, la gente deve smettere
di rubare sulle tecniche di costruzione, aggirando i controlli, tirando
su palazzi brutti e "a rischio". Oltretutto le regole ci sono, le leggi
anche: devono essere solo applicate».
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